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Appalti per pochi - NEWS  24 marzo 2009

IL LATO OSCURO DEL PIANO CASA: IL LAVORO IN NERO

IL PICCOLO PROPRIETARIO CHE VUOLE COSTRUIRE UN PEZZO DI CASA IN PIU’ VUOLE RISPARMIARE L’IVA, MENTRE LA MICRO-IMPRESA CERCA DI EVITARE IMPOSTE E CONTRIBUTI. PERCIO’, COSI’ COME E’ SCRITTO, IL PIANO CASA DEL GOVERNO RISCHIA SI’ DI ALIMENTARE 60 MILIARDI DI NUOVA ECONOMIA, MA TUTTA SOMMERSA. COME EVITARE QUESTO PERICOLO ?


Chiunque abbia dovuto ristrutturare la propria abitazione sa' benissimo che rivolgendosi a questa o quella impresetta con operai in nero, magari extracomunitari, puo' risparmiare un buon 30%. La tentazione e' forte ed il sistema e' percio' largamente praticato. Ma se davvero il piano casa del governo, come e'augurabile, dovesse raggiungere il risultato di muovere micro-investimenti privati per un totale di 60 miliardi di euro, allora occorre evitare che questa cifra enorme finisca tutta in nuova economia sommersa. Liberalizzare e snellire le autorizzazioni e' un bene, ma rinunciare totalmente ai controlli no. Come evitarlo? Con analoghe facilitazioni, controlli e comunicazioni già previste per la deducibilita’ fiscale degli investimenti per acquisti di box e parcheggi, ad esempio.

Siamo tutti consapevoli che il piano casa che il Governo si appresta a varare con decreto entro questa settimana è utile per l'economia in generale, nel senso che puo' ottenere lo scopo di promuovere la spesa privata in beni durevoli. Ma certo non produrra' occupazione nelle medie aziende, che normalmente non sono strutturate per fare micro-cantieri dell'ordine di 50-100 mila euro. Solo la parte che prevede la demolizione di stabili fatiscenti, e la loro ricostruzione con un premio in cubatura del 30%, potrebbe tamponare parzialmente la crescente disoccupazione nel settore delle medie imprese. Ma,a questo proposito,l'aumento del 30% appare insufficiente a coprire i maggiori costi per la demolizione e ricostruzione degli immobili nelle grandi citta'. Peccato, perche' sarebbe stata una buona occasione per riabilitare quegli orribili quartieri sorti nelle nostre periferie.

Dunque il piano casa del governo affida il proprio successo quasi interamnente a micro-interventi per l'ampliamento di villette o la sopraelevazione su lastrici solari. Scatta cos' il pericolo reale di creare un enorme mercato sommerso da 60 miliardi di euro (secondo le stime del Cresme sulla massa dei possibili investimenti) affidato a micro imprese,spesso irregolari o che occupano manodopera in nero.Ci auguriamo che Berlusconi e Tremonti ne siano consapevoli e che operino per evitarlo.

Occorre assolutamente evitarlo ed i mezzi ci sarebbero. Basterebbe applicare agli ampliamenti le stesse facilitazioni (Iva ridotta) e controlli (pagamenti a mezzo bonifico bancario, spesa per manodopera distinta in fattura, esibizione del certificato Durc etc....) che gia' erano previsti, ad esempio, per la deducibilita' fiscale delle spese sostenute per l'acquisto di box e parcheggi.

  
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