APPALTO AL MASSIMO RIBASSO = EDIFICIO IN MASSIMO PERICOLO
IL MASSIMO RIBASSO GENERA EDIFICI MAL FATTI E A RISCHIO DI CROLLO. LA LEGGE LO VIETA SUGLI “ONERI PER LA SICUREZZA“ CHE SERVONO A GARANTIRE L’INCOLUMITA’ DEGLI OPERAI. PERO’ INCREDIBILMENTE AMMETTE QUALSIASI RIBASSO PER LE STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO CHE DOVREBBERO TENERE IN PIEDI GLI EDIFICI. LA CONSEGUENZA E’ CHE ABBIAMO CANTIERI SICURI PER GLI OPERAI MA EDIFICI PERICOLOSI PER STUDENTI, DEGENTI,ABITANTI E IMPIEGATI. PER EVITARLO OCCORRE VIETARE GLI SCONTI D’ASTA SU STRUTTURE E FONDAZIONI. E STOP AI COSTRUTTORI IMPROVVISATI.
Ammettere per legge che gli appaltatori facciano economie sulle strutture in cemento armato e le fondazioni che tengono in piedi il palazzo e’ una una macroscopica imbecillita’. Poco male se le piastrelle non sono di primissima qualita’, se i sanitari non sono il massimo, se qualche rubinetto gocciola o se le vernici si scrostano con le intemperie. Poco male anche se l’intonaco e qualche tramezzo non sono perfettamente dritti o le finestre non chiudono bene. Ma se la struttura è male eseguita e per giunta con materiali scadenti viene giù il palazzo. E ne stiamo pagando da anni le amare conseguenze. Percio' basta con il massimo ribasso sulle strutture in cemento armato e basta con le imprese della domenica. Ormai tutti riconoscono che e’ stato un errore l’eterno rinvio delle norme antisismiche e la mancata qualificazione dei costruttori privati. Ma proseguire su questa strada sarebbe un vero crimine e il piano casa deve essere l’occasione per rimediare subito. Sul sistema di aggiudicazione al massimo ribasso, riconosciuto da tutti come inadeguato, si sono spercati fiumi di inchiostro. Però si continua ad usarlo, anche per le strutture in cemento armato e per le fondazioni degli edifici.
E' ora di mettere la parola fine. Lasciamo che le imprese gareggino sul prezzo delle finiture edili, mai piu’ sul prezzo delle strutture.
Accertiamo anche che chi costruisce sia abilitato a farlo. E che possa essere individuato per sempre nel futuro.
Basta con i costruttori della domenica, quelli che fanno una Società a Responsabilita’ Limitata e la liquidano a fine cantiere. Così sparisce sempre tutto, costruttore e responsabili del cantiere. Esiste un sistema di qualificazione per quasi tutte le professioni, dal farmacista all’agente immobiliare; anche il conduttore di mezzi pubblici e di taxi devono sostenere un esame speciale a tutela della pubblica incolumita’. Perché invece ad un privato cittadino viene permesso di improvvisarsi costruttore dalla mattina alla sera e tirar su palazzi di dieci piani ed oltre? Ammettiamolo, e’ perche’ vi sono delle lobbies che hanno sempre avuto la convenienza a produrre a basso costo, magari usando manodopera in nero ed evadendo l’Iva e altre imposte. Ma di questa economia sommersa, che lucra sulla vita degli altri, c’e’ poco da vantarsi. Il sistema di qualificazione basato sui requisiti reali e l’esperienza delle imprese esiste gia’ ed e’ costituito dalla certificazione delle SOA-Societa’ di Attestazione. Basterebbe renderlo obbligatorio anche per le costruzioni private e non, come adesso, solo per gli appalti pubblici.Non sarebbe neppure difficile lasciare un'impronta, una sorta di scatola nera in ciascun edificio, che identifichi per sempre chi lo ha progettato, diretto, appaltato,collaudato e costruito,con nomi,cognomi ed indirizzo. Tutto in un contenitore di metallo inglobato nel calcestruzzo della fondazione, incluso il progetto completo delle strutture in un cd. Non sarebbe neppure una grande innovazione, giacche' sui vecchi palazzi una volta si scriveva data e costruttore/proprietario sul trave dell'ingresso o su una lapide a parete.
Anche l'eterno rinvio delle norme antisismiche sulle costruzioni dettato, temiamo, dal solito desiderio di risparmio sul costo delle abitazioni, e' una vergogna che deve avere fine, subito.
Ma riuscira’ il nostro Governo a superare le pressioni delle lobbies?
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